Il Trattamento chimico per la Chiusura Invernale della Piscina

E’ doveroso ricordare che la normativa impone almeno uno svuotamento annuo per quanto riguarda le piscine pubbliche, per cui non è consentito mantenere la stessa acqua da una stagione all’altra, almeno per le piscine soggette all’accordo stato-regioni. Per quanto riguarda le piscine private è consigliabile invece mantenere l’acqua per un forte risparmio.

In ogni modo, sia nel caso in cui si intenda mantenere l’acqua che in quello in cui si decida di procedere allo svuotamento primaverile, è consigliabile effettuare, prima di spegnere l’impianto di filtrazione, un trattamento chimico ad effetto shock con una massiccia dose di cloro, sufficiente a lasciare in piscina una dose intorno ai 15 ppm di disinfettante.
Poi si procede all’introduzione dell’antialghe, in genere a base di sali quaternari d’ammonio, oppure solfato di rame. Il livello di ph andrebbe abbassato prima dell’effetto shock in modo da consentire la migliore ossidazione possibile, poi può essere mantenuto intorno a 7,2.
Per mantenere l’acqua fino alla stagione successiva è indispensabile lasciare in funzione l’impianto di filtrazione e farlo funzionare almeno una volta a settimana con un ricircolo di una decina di ore. In questo caso anche il valore del cloro va mantenuto attorno agli 0,5 ppm ed il pH attorno al 6,5. E’ buona norma ripetere un effetto shock di cloro e di antialghe almeno una volta al mese. E’ chiaro che questa scelta è consigliabile solamente per piscine di piccole dimensioni, poichè altrimenti il costo dell’energia elettrica delle pompe e dei prodotti chimici necessari supererebbe di gran lunga quello dell’acqua risparmiata.
Un caso a sé è rappresentato dalle piscine grandi che, per varie ragioni, non si possono svuotare durante la chiusura invernale. Nella maggior parte dei casi si tratta di impianti costruiti su falde acquifere o su di un terreno poco stabile, per cui una variazione di pressione notevole, come quella rappresentata dall’improvvisa assenza del peso dell’acqua, potrebbero causare movimenti del terreno con conseguenti possibili crepe nella struttura di cemento, o infiltrazioni di acqua nel telo di rivestimento.
In questi casi conviene trattare l’acqua durante tutto l’inverno, piuttosto che effettuare un consistente trattamento chimico a primavera per “recuperare” l’acqua lasciata ferma durante l’inverno, poichè in questo ultimo caso, il calcare depositatosi sulle pareti e sul fondo, che non si può togliere con un’azione di pulizia, diventerebbe un substrato ideale per la formazione e il deposito di alghe.

In commercio si trovano prodotti definiti con il termine di “svernanti”. Si tratta in genere di cloro, antialghe, e in alcuni casi, di prodotti antigelo.

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