La Denuncia di Inizio Attività per la costruzione di una Piscina

La Denuncia di inizio attività (DIA) è il terzo titolo edilizio idoneo per la costruzione di una piscina, dopo l’autorizzazione edilizia e il permesso di costruire. Esso è però un titolo abilitativo “più snello” rispetto ai precedenti in quanto non è un titolo amminsitrativo ma un atto promosso dal privato.
Come nel caso del permesso di costruire viene lasciata facoltà alle Regioni di individuare con legge ulteriori tipologie di intervento assoggettate a DIA; in Lombardia, ad esempio i du e strumenti per legge hanno totale alternatività.

Gli elaborati da presentare all’interno di una DIA sono i seguenti:
– Autocertificazione di sussistenza di conformità agli strumenti urbanistici e alla normativa vigente;
– Elaborati progettuali tecnici;
– Autocertificazione relativa al rispetto delle norme su sicurezza e igienico-sanitarie.
Tale documentazione deve essere redatta da un tecnico abilitato.

Trascorsi 30 giorni dalla trasmissione della domanda al Comunie si può dar luogo ai lavori. A differenza del permesso di costruire il silenzio da parte della PA è da interpretarsi come silenzio-assenso. Il termine dei lavori deve essere entro 3 anni dall’accettazione della domanda. Ultimato l’intervento il tecnico-progettista deve rilasciare un certificato di collaudio che va presntato allo sportello unico, con il quale si attesta la conformità dell’opera al progetto presentato con la DIA.
Gli interventi concessi sono tutti quelli non soggetti a quest’ultimo e ad edilizia libera. Sono inoltre soggette a DIA tutte quelle opere in variante a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano le destinazioni d’uso e la categoria ediliza, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire. Sono quindi assoggettabili a DIA gli interventi pertinenziali che comportino la realizzazione di un volume pari o inferiore al 20% dell’edificio principale e tutti quelli che per vincoli di azzonamento o paesaggistico-ambientali li qualifichino come interventi di una nuova costruzione. Pertanto buona parte delle piscine possono essere abilitate alla realizzazione passando da questo strumento.

Con l’ultimo aggiornamento della manovra finanziaria 2010 è stato introdotto un nuovo strumento autorizzativo in sostituzione non ancora entrato in regime, ovvero la SCIA; Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

La DIA va presentata quindi se la realizzazione della piscina può configurarsi come intervento pertinenziale a condizione che il volume da realizzare non sia superiore al 20% del volume dell’edificio principale ed alla ulteriore condizione che le norme tecniche degli strumenti urbanistici non considerino gli interventi pertinenziali  comunque “interventi di nuova costruzione”, tenuto conto della zonizzazione e del loro impatto ambientale e paesaggistico.

Questa voce è stata pubblicata in Le normative sulle piscine. Contrassegna il permalink.

Una risposta a La Denuncia di Inizio Attività per la costruzione di una Piscina

  1. Luigi scrive:

    Desidero porre
    > il seguente quesito a proposito di obbligo o meno di licenza per una
    > piscina pertinenziale di ridotte dimensioni(15 x 5) costruita nel 1973/1974
    > nell’area progettuale contestualmente ai due edifici per
    > i quali è stato chiesto il condono nel 1985 unitamente alla piscina
    > perché il numero di licenza in rogito non ha trovato riscontro al comune. incredibilmente
    > nel 2011 è stato trovato il nulla osta
    > edilizio .Ai fini dell’obbligo o meno della licenza rilevo in internet che anche
    > per i manufatti interrati occorre la licenza ma che ovviamente,
    > non ha senso parlare del titolo edilizio necessario per la realizzazione
    > della piscina, quando l’impianto natatorio s’inserisce in
    > un ampio contesto progettuale e costruttivo; se la piscina è realizzata
    > contestualmente, tanto per fare qualche esempio, alla struttura di cura
    > cui serve per la riabilitazione, all’hotel con piscina
    > o come nel mio caso all’edificio condominiale previsto con la piscina. in tali situazioni,
    > generalmente, vale il permesso di costruire necessario per
    > realizzare l’intero complesso immobiliare di cui la piscina fa parte.
    > .a questo punto chiedo: qual’è la fonte giuridica di ciò? ritengo
    > che la risposta debba trovarsi nel fatto che secondo il codice
    > civile l’unità pertinenziale segue la condizione giuridica del bene principale!!! grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Perché?