Le piscine in cemento armato

Le piscine possono essere realizzate anche in cemento armato (o conglomerato cementizio armato). Esso è un insieme costituito da cemento, inerti e acciaio, ed è un legante che si ottiene dalla cottura ad alta temperatura (1450°) di calcari ed argille.
In funzione dei tipi di materia prima impiegata si ottengono diversi tipi di cemento, come per esempio quello pozzolanico o quello d’altoforno, ottenuti uno con l’aggiunta di pozzolana ( pietra vulcanica che prende il nome dalla località di estrazione) l’altro con l’aggiunta di scorie d’altoforno (loppe), sottoprodotti derivanti dalla produzione della ghisa. E’ un legante di tipo idraulico, in quanto fa presa attraverso reazioni chimiche con l’acqua.
Gli inerti, sabbia e ghiaia o pietrisco, costituiscono la percentuale prevalente del conglomerato cementizio (o calcestruzzo) occupando fino al 70% del volume totale. Gli inerti devono essere puliti, privi di impurità quali sali e componenti organiche ed essere di granulometria assortita, cioè comprendere materiale di diverse dimensioni al fine di riempire al massimo i vuoti all’interno dell’impasto.

L’accciaio è prodotto in stabilimento i barre trafilate ed in reti elettrosaldate e viene identificato tramite la sua resistenza.
Il calcestruzzo, inteso come miscuglio di leganti ed inerti, era già utilizzato dagli antichi romani: il Pantheon fu ricostruito nel periodo 115-127 dopo Cristo, realizzando la cupola in un miscuglio di malta, calce, pietre e sabbia.
L’unione tra il calcestruzzo  e il ferro avviene nel XIX secolo, quando nel 1867 il giardiniere Joseph Montier deposita a Parigi un brevetto per la realizzazione di vasi da fiori in calcestruzzo armati con gabbia metallica.
L’associazione del due materiali sfrutta la resistenza del calcestruzzo a compressione, delegando all’acciaio la resistenza alla trazione. Infatti, all’interno di una struttura soggetta all’azione di carichi esterni si creano delle zone sollecitate a sforzi di compressione e delle zone sollecitate a sforzi di trazione. Il calcestruzzo ha un’ottima resistenza a compressione ma scarsissima resistenza a trazione, e non è in grado di resistere a tali sforzi. L’acciaio viene quindi utilizzato nelle zone dove è massimo lo sforzo di trazione, in modo da sopportarne le sollecitazioni.
L’insieme calcestruzzo-acciaio risulta solidale grazie all’aderenza tra le barre sagomate ed il conglomerato indurito.

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