Posa della pavimentazione esterna alla piscina

Nell’ambito della realizzazione di una piscina, la pavimentazione esterna deve essere considerata in modo completamente diverso rispetto al rivestimento della vasca. Questa pavimentazione assume infatti tutte le problematiche connesse alla pavimentazione di esterni, per cui è da considerare forse la parte che richiede maggiori attenzioni per quanto riguarda la posa e la compensazione dei diversi movimenti degli strati.
Se l’impianto non è coperto infatti, il sistema di pavimentazione dovrà essere realizzato in modo che possa resistere a sollecitazioni estreme e soprattutto non omogenee nei vari strati. In estate, con sole battente e temperatura superficiale oltre i 40 gradi, un temporale improvviso porta in pochi minuti ad un abbattimento della temperatura anche di 20-30 gradi; in inverno l’acqua e l’umidità che penetrano nelle fughe possono gelare con tutti i danni conseguenti. Per questo motivo la pavimentazione deve essere realizzata con materiali sufficientemente compatti, con collanti e stucchi elastici e deve essere creata una “rete” di giunti elastici che interessino anche il massetto di supporto. Vale la pena di dare alcuni suggerimenti per una loro corretta esecuzione:

 

  • Impermeabilizzare la struttura nel caso questa sia a diretto contatto con il terreno, per evitare infiltrazione ed esposizione ad umidità, che diventano molto pericolose nel caso di esposizione prolungata e ripetuta a temperature inferiori a 0°
  • Prevedere pendenze che consentano il rapido deflusso delle acque piovane e di lavaggio che devono essere obbligatoriamente indirizzate allo scarico. L’atto di intesa stato-regioni sulle piscine indica una pendenza fra il 2 e il 3% come ottimale per il rapido smaltimento superficiale delle acque.
  • Se la posa avviene a colla, realizzare un massetto solido e compatto, desolidarizzandolo dalla struttura in modo da consentire movimenti differenziati degli strati
  • Frazionare la superficie in riquadri di 15-20 mq, incidendo la superficie del massetto prima che abbiano inizio i fenomeni di ritiro, in questo modo si dovrebbero evitare la formazione non controllata  di crepe e fessurazioni, che dovrebbero invece scaricarsi nelle linee guida. Si consiglia di studiare il frazionamento considerando la geometria strutturale della pavimentazione ed il modulo di posa, evitando o limitando eventuali tagli aggiuntivi nel materiale ceramico.
  • Utilizzare collanti con elevate caratteristiche di adesione ed elasticità, prevedendo il completo riempimento fra massetto e retro piastrella. Per fare questo si deve procedere al sistema della “doppia spalmatura” oppure utilizzare i cosiddetti collanti “a letto pieno”.
  • Realizzare una fuga, fra le piastrelle, di 5 mm c.a, utilizzando stucchi additivati con lattice elasticizzante, che ne migliora l’elasticità, l’adesione e la resistenza chimica ad eventuali lavaggi con detergenti aggressivi (disinfettanti a base di cloro). Per ottenere una resistenza chimica assoluta delle fughe utilizzare stucchi di tipo epossidico (rivedere note nella stuccatura della vasca).
  • I giunti di dilatazione del massetto, che devono trovare esatta corresponsione con una fuga nella pavimentazione, vanno riempiti nella parte più profondoa con materiale non deteriorabile (cordoni in polietilene espanso, polistirolo) mentre nella parte a vista vengono riempiti e sigillati con silicone acetico o poliuretano liquido. Ricordiamo che questi giunti vanno realizzati circa della stessa dimensone delle fughe (5 mm) e vanno sigillanti con materiale dello stesso colore dello stucco, per cui non sono percettibili differenze visive, se non osservando da molto vicino.
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