
Negli ultimi mesi la cronaca italiana è stata segnata da alcuni gravi incidenti in piscina legati ai sistemi di aspirazione dell’acqua. Il Parlamento ha risposto con un intervento normativo rapido, inserito all’interno del cosiddetto “Decreto Sport”. Se gestisci una struttura ricettiva, un centro sportivo o un condominio con piscina, la nuova legge ti riguarda direttamente e richiede verifiche immediate. Se invece possiedi una piscina privata in giardino, la norma non ti obbliga, ma capire di cosa si tratta ti aiuta a fare scelte consapevoli quando acquisti o mantieni il tuo impianto.
In questo articolo vediamo cosa prevede esattamente la legge, chi deve adeguarsi, quali sono le sanzioni e cosa può fare, anche volontariamente, chi possiede una piscina privata.
Cos’è il Decreto Sport e come nasce la norma sulla sicurezza piscine
Il Decreto-Legge 26 giugno 2026, n. 108 (“Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità”) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 giugno 2026. Il testo originario riguardava soprattutto questioni sportive, fiscali e organizzative legate a grandi eventi come UEFA Euro 2032 e America’s Cup Napoli 2027.
Durante l’esame parlamentare alla Camera, il 23 luglio 2026, è stato approvato con ampio consenso trasversale (244 voti favorevoli) un emendamento che introduce l’articolo 4-bis, dedicato specificamente alla sicurezza dei sistemi di aspirazione delle piscine. Il Senato ha dato il via libera definitivo il 29 luglio 2026 e il testo è stato convertito nella Legge 4 agosto 2026, n. 142, pubblicata in Gazzetta Ufficiale nei primi giorni di agosto.
Un punto importante: la legge non prevede un periodo transitorio. L’articolo 4-bis è entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, quindi le prescrizioni sono già pienamente operative per tutti i soggetti interessati.
A chi si applica la nuova normativa
L’articolo 4-bis si applica a:
- piscine pubbliche;
- piscine private destinate a un’utenza pubblica;
- piscine a uso collettivo, comprese quelle di hotel, agriturismi, campeggi, villaggi turistici, residence, centri sportivi e condomini.
Come segnala anche Assopiscine, è fondamentale classificare correttamente l’impianto: una piscina di un agriturismo, ad esempio, è destinata agli ospiti e va quindi valutata come impianto a uso collettivo, senza applicare per analogia le soglie previste per le piscine private o condominiali chiuse a terzi.

La piscina di casa è esclusa?
Sì. Se la tua piscina è a uso esclusivo tuo e della tua famiglia, senza accesso di terzi, l’articolo 4-bis non si applica direttamente. Questo non significa però che il tema della sicurezza dell’aspirazione non ti riguardi: i principi alla base della norma (evitare l’intrappolamento in bocchettoni e griglie) valgono per qualunque piscina, compresa quella di casa, specialmente se ci sono bambini. Ne parliamo più avanti in questo articolo.
Cosa prevede nel dettaglio: bocchettoni, griglie ed effetto ventosa
Il cuore della norma riguarda il sistema di ricircolo per la depurazione dell’acqua e, in particolare, le prese di aspirazione: griglie di fondo, bocchettoni o qualsiasi altro componente utilizzato allo stesso scopo. La legge richiede che questi elementi garantiscano una sicurezza tale da impedire fenomeni vorticosi ad effetto ventosa nei confronti di qualsiasi parte del corpo dei bagnanti — capelli, arti, indumenti.
In pratica, l’effetto ventosa si verifica quando la potenza di aspirazione di una presa di fondo o di un bocchettone, in assenza di una griglia integra, correttamente dimensionata e ben fissata, crea una forza di richiamo capace di trattenere sott’acqua una persona. È il meccanismo alla base di alcuni degli incidenti più gravi degli ultimi anni, spesso legati a griglie rotte, mancanti o non conformi alla portata dell’impianto.
La legge non impone una tecnologia specifica, ma un risultato: l’assenza di rischio di intrappolamento. Nella pratica, questo significa verificare — o far verificare da un tecnico qualificato — lo stato delle griglie, la loro marcatura, la compatibilità con la portata della pompa, l’assenza di deformazioni o fessurazioni e il rispetto delle distanze di sicurezza previste dalle norme tecniche di settore, come la UNI EN 13451-3 relativa alle prese di fondo.
Sanzioni: chiusura immediata in caso di non conformità
La norma è severa sul piano delle conseguenze: in caso di violazione, è disposta la chiusura immediata dell’impianto fino all’adempimento degli obblighi previsti. Non sono previste sanzioni pecuniarie alternative alla chiusura, né margini di tolleranza temporanea.
Restano inoltre fermi tutti gli altri obblighi già previsti dalla normativa vigente in materia di sicurezza, gestione e manutenzione delle piscine — un punto che riporta l’attenzione su un intero corpus di riferimenti tecnici preesistente: l’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, le linee guida sulla legionellosi del 2015, le normative regionali (come la D.G.R. Lombardia 8/2552 del 2006) e la norma tecnica UNI 10637:2024 sui requisiti degli impianti di circolazione, trattamento e disinfezione delle piscine a uso pubblico.
Per sostenere l’adeguamento degli impianti pubblici, il decreto istituisce inoltre un fondo di 4,7 milioni di euro per l’anno 2026.
E l’obbligo di cuffia per i minori di 16 anni?
Su questo punto è bene fare chiarezza, perché nei giorni dell’iter parlamentare si è generata un po’ di confusione. Un primo emendamento che introduceva l’obbligo di cuffia da nuoto per gli under 16 era stato presentato alla Camera, ma è stato ritirato prima del voto finale. In seconda lettura, al Senato, è stato approvato un emendamento che impegna il Governo a valutare l’opportunità di introdurre questa misura in futuro — si tratta quindi di un impegno politico, non di un obbligo di legge già in vigore. Se possiedi una struttura con piscina, al momento non sei tenuto a imporre la cuffia ai minori per effetto di questa legge.
La checklist pratica per i gestori: cosa verificare
Assopiscine ha messo a disposizione dei propri associati una check-list operativa per orientarsi nei controlli richiesti dalla nuova disciplina. Utile anche solo come riferimento, evidenzia le aree principali da presidiare:
- Sistemi di aspirazione: numero e stato delle prese di fondo, integrità e fissaggio delle griglie, marcatura identificabile, portata compatibile, assenza di deformazioni, fessurazioni o effetto ventosa.
- Impianto idraulico: schema disponibile, portate note, pompe identificate, tubazioni integre, vasca di compenso efficiente.
- Filtrazione e disinfezione: filtri efficienti, controlavaggi registrati, dosaggio del disinfettante e regolazione del pH monitorati, sonde tarate.
- Qualità dell’acqua: cloro libero e combinato, pH, torbidità, temperatura, analisi microbiologiche periodiche con registro dei controlli.
- Sicurezza impianti e sala macchine: quadro elettrico, differenziali, illuminazione anche di emergenza, accessibilità e aerazione del locale tecnico.
- Sicurezza dei bagnanti: dotazioni di salvataggio, kit di primo soccorso, numeri di emergenza, eventuale servizio di assistenza bagnanti.
- Documentazione: manuale di autocontrollo, registri di manutenzione e analisi, dichiarazioni impianti, certificati dei prodotti.
Come sottolinea la stessa Assopiscine, questi strumenti hanno valore informativo e di supporto: non sostituiscono le verifiche di un tecnico qualificato né costituiscono attestazione di conformità. Restano di competenza del proprietario, del gestore e del manutentore la valutazione tecnica specifica dell’impianto e l’adozione delle misure necessarie.

Buone pratiche anche per chi ha una piscina privata
Anche se la legge non obbliga i proprietari di piscine familiari, gli stessi principi di sicurezza restano validi, soprattutto quando in giardino giocano bambini o animali. Alcuni accorgimenti pratici, applicabili anche a impianti fuori terra e interrati di uso privato:
- controlla periodicamente lo stato delle griglie delle prese di fondo e degli skimmer, sostituendo subito quelle danneggiate o mancanti;
- verifica che le griglie installate siano dimensionate correttamente rispetto alla portata della pompa di filtrazione;
- non utilizzare mai la piscina con griglie rimosse per manutenzione, anche solo temporaneamente;
- valuta l’aggiunta di dispositivi di sicurezza aggiuntivi, come allarmi di immersione o coperture di sicurezza, se in casa ci sono bambini piccoli.
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Il quadro si allarga: il disegno di legge quadro in discussione
L’articolo 4-bis del Decreto Sport è un intervento mirato e urgente, concentrato sui sistemi di aspirazione. In parallelo, è in discussione alla Camera un disegno di legge quadro più ampio (il DDL n. 2576, di iniziativa dei ministri Musumeci e Schillaci), che punta a disciplinare in modo organico salute e sicurezza delle piscine: requisiti impiantistici e igienico-sanitari, sorveglianza, gestione delle acque, primo soccorso, controlli e sanzioni, con un perimetro che potrebbe includere in futuro anche le piscine domestiche. Il provvedimento non è ancora legge: continueremo ad aggiornare questo articolo man mano che l’iter prosegue.
Domande frequenti
Il Decreto Sport riguarda anche le piscine private di casa? No. L’articolo 4-bis si applica solo a piscine pubbliche, piscine private aperte a un’utenza pubblica e impianti a uso collettivo (hotel, residence, condomini, centri sportivi). Le piscine private a uso esclusivamente familiare non rientrano nell’obbligo.
Cosa si intende per “effetto ventosa” in una piscina? È il fenomeno per cui una presa di aspirazione priva di griglia integra o non correttamente dimensionata genera una forza di richiamo capace di trattenere sott’acqua una persona per capelli, arti o indumenti.
Cosa succede se una piscina soggetta alla legge non è a norma? È prevista la chiusura immediata dell’impianto, che potrà riaprire solo dopo l’adeguamento alle nuove disposizioni. Non ci sono sanzioni alternative né periodi di tolleranza.
È obbligatoria la cuffia da nuoto per i minori di 16 anni? No, non ancora. L’emendamento che la prevedeva è stato ritirato alla Camera; il Senato ha solo impegnato il Governo a valutarne l’introduzione in futuro.
Come posso rendere più sicura la mia piscina di casa anche se non sono obbligato per legge? Controlla periodicamente le griglie delle prese di fondo, assicurati che siano dimensionate correttamente rispetto alla pompa, non usare mai la vasca con griglie rimosse e valuta dispositivi aggiuntivi come allarmi o coperture di sicurezza, soprattutto in presenza di bambini.
In sintesi
Il Decreto Sport ha introdotto una norma puntuale ma incisiva sulla sicurezza dei sistemi di aspirazione delle piscine pubbliche, private aperte al pubblico e a uso collettivo, già pienamente in vigore e senza periodo transitorio. Se gestisci una struttura di questo tipo, la priorità è verificare subito lo stato di griglie e bocchettoni con un tecnico qualificato. Se invece possiedi una piscina privata, la legge non ti obbliga, ma adottare le stesse buone pratiche resta la scelta più responsabile — specialmente se in giardino ci sono bambini. Su BSVillage trovi accessori e soluzioni per la manutenzione e la sicurezza della tua piscina, oltre a guide pratiche per prenderti cura del tuo impianto in ogni stagione.